RISONANZA MAGNETICA PELVICA DINAMICA

RISONANZA MAGNETICA PELVICA DINAMICA
DEFECOGRAFIA E CISTOCOLPODEFECOGRAFIA RM (nei casi di STIPSI)
La risonanza magnetica pelvica può essere effettuata negli studi dinamici del pavimento pelvico, utili in tutti quei disordini di tipo funzionale della muscolatura pelvi-perineale, associati a sintomatologie non specifiche, quali stitichezza, incontinenza, dolori generici

Nel soggetto normale l’angolo ano-rettale a riposo varia con un ampiezza compresa tra 90 e 110°, aumentando durante la manovra di ponzamento e diminuendo durante la contrazione. Nei casi di ritenzione (stipsi) da blocco all’uscita l’angolo può manifestare una tendenza a chiudersi, diventando più acuto anche al ponzamento, fenomeno definito "anismo". E’ possibile inoltre rilevare alterazioni morfologiche come il prolasso rettale interno o completo e il rettocele, documentato come residuo di bario nella tasca che si forma verso la parete vaginale posteriore o verso il centro tendineo del perineo. Evoluzione della radiologia morfo-funzionale è la cistocolpodefecografia o perineografia con risonanza magnetica, eseguita per una valutazione globale del pavimento pelvico; si tratta di uno studio simultaneo del retto, della vescica e della vagina. La panoramicità dell’esame permette di evidenziare la presenza contemporanea di varie patologie del distretto anteriore (cistoceli o colpoceli anteriori) e soprattutto consente una ottimale valutazione dell’enterocele che viene definito con l’allontanamento del retto dalla vagina durante il ponzamento. Le principali indicazioni dell’esame sono: la stipsi da blocco all’uscita, dove è possibile il riconoscimento di invaginazione retto-rettale o retto-anale (intussuscezione), il rettocele (spesso sono riscontri del tutto occasionali in quanto asintomatici), il prolasso rettale (nelle sindromi con incontinenza anale e/o con stipsi o nelle forme con entrambe le disfunzioni associate), il prolasso genitale e la sindrome dell’ulcera solitaria del retto. L’indagine PM pelvica dinamica riveste un ruolo diagnostico anche nei casi di incontinenza anale o urinaria, nei casi con impossibilità di trattenere il mezzo di contrasto nel retto e/o nella vescica. 

 
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